La diocesi di Sassari al sud del Madagascar

Il mondo sta prendendo sempre più le fattezze di un grande villaggio globale. Per poter ottenere la residenza in questo grande villaggio bisogna avere determinate caratteristiche. Coloro che, per motivi culturali, economici o ambientali, non possiedono queste caratteristiche, ne sono esclusi. Più il villaggio cresce e si sviluppa, più il numero degli esclusi aumenta.


Essere Chiesa oggi significa non rimanere indifferenti a questo fenomeno che mette l’economia e gli affari commerciali come pilastri dei movimenti culturali e che sta denaturalizzando il senso di appartenenza del singolo alla famiglia umana.

Il vero cammino di umanizzazione ha come meta l’unità: un'inconfusa e unica umanità. Ciascun individuo dovrebbe vivere il senso di appartenenza sperimentando autonomia e libertà, mentre oggi la comunità umana vive confusa: l’autonomia e la libertà di ciascuno sono soffocate dalla massa.
La realizzazione del singolo passa attraverso il riconoscimento dell’altro come membro unico e attivo della famiglia umana. Per uscire dalla massa che aliena, scarta, esclude e schiaccia la dignità dei suoi membri ciascuno deve investire le proprie energie e il proprio vissuto nel garantire all'altro la propria autonomia e libertà.


La Missione della Chiesa nella società di oggi si concretizza facendosi presente lì dove si realizza l’esclusione, per spezzare le catene dei luoghi comuni e dei sistemi sociali che isolano e massificano le persone, per mostrare il vero volto dell’umanità.

Il mondo non deve essere un villaggio globale, ma un campo nomadi: il cammino di umanizzazione del singolo è un esodo verso il sé, verso se stessi. Il villaggio globale oggi è un esilio dell’umanità, il valore del dono e della giusta relazione con l’altro mette in cammino l’uomo verso il suo vero senso e la sua verità.

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  ASSOCIAZIONE PIETRA D'ANGOLO: cos'è?

 Nei nostri primi passi per concretizzare la cooperazione missionaria tra la diocesi di Sassari e la diocesi di Ihosy, abbiamo pensato di creare un’associazione che rappresentasse la diocesi turritana e i tanti amici operanti al di fuori dell’esperienza ecclesiale, un'associazione che potesse fare da intermediaria tra noi missionari partenti e la comunità diocesana operante a Sassari, prevedendo anche un percorso per creare col tempo una associazione ONLUS in modo da poter accedere a progetti internazionali. 

   Inoltre volevamo garantire trasparenza per quanto riguarda le offerte che sarebbero confluite non in nostri conti bancari personali ma in un conto che potesse avere il controllo e la vigilanza di rappresentanti della nostra diocesi e di rappresentanti di coloro che non si riconoscono in cammini diocesani. 

    Abbiamo quindi creato l’ASSOCIAZIONE PIETRA D’ANGOLO. 

Per pietra angolare, pietra d'angolo o testata d'angolo si intende la prima pietra utilizzata nella costruzione di un edificio. È la pietra più importante ed è, idealmente, quella che sorregge tutta la costruzione.

   L’idea era proprio quella di evidenziare che la cooperazione con una diocesi al Sud del Madagascar, un luogo che per molti rappresenta “lo scarto”, sarebbe diventata “la pietra angolare, la pietra di svolta” del cammino della nostra Chiesa turritana... così come Cristo “pietra viva, rifiutata dagli uomini, ma scelta e preziosa davanti a Dio”. 

  Una ambizione la nostra sorretta dalle parole di Isaia (28,16): “ecco io pongo in Sion una pietra d’angolo, scelta, preziosa, e chi crede in essa non resterà deluso” e resa concreta dal messaggio di Paolo ai cristiani di Efeso: “ora invece, in Cristo Gesù, voi che un tempo eravate lontani, siete diventati vicini, grazie al sangue di Cristo... Così dunque voi non siete più stranieri né ospiti, ma siete concittadini dei santi e familiari di Dio, edificati sopra il fondamento degli apostoli e dei profeti, avendo come pietra d’angolo lo stesso Cristo Gesù. In lui tutta la costruzione cresce ben ordinata per essere tempio santo nel Signore; in lui anche voi venite edificati insieme per diventare abitazione di Dio per mezzo dello Spirito”.