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Prepariamoci al 100° anniversario delle Giornate Missionarie Mondiali

  • Immagine del redattore: Pietra d'Angolo
    Pietra d'Angolo
  • 15 ott 2025
  • Tempo di lettura: 3 min

Il numero o cifra 99, che solitamente si utilizza nei prezzi di prodotti di vario genere per illudere l’acquirente che si stia facendo un affare nell’acquistare quel prodotto, lo ritroviamo questa volta accanto al messaggio della prossima giornata missionaria mondiale. Proprio quest’anno infatti celebriamo la XCIX (99esima) Giornata Missionaria mondiale… questo vuol dire che ci prepariamo al 100esimoanniversario delle Giornate Missionarie mondiali. Il G.A.M.I.S., Gruppo di Animazione Missionaria In Seminario, nato nella prima metà del secolo scorso nel Seminario Arcivescovile di Sassari col nome di “Circolo Missionario” e che aveva lo scopo di far conoscere meglio la realtà della missione ai seminaristi e non solo, e l’impegno della preghiera per tutti i missionari sparsi nel mondo fu in qualche modo promotore della nascita e dello sviluppo delle Giornata Mondiali missionarie. Nel 1926, i seminaristi appartenenti al Circolo dello stesso Seminario decisero di proporre a Papa Pio XI, tramite la Congregazione di Propaganda Fide, l’istituzione di un’intera giornata in cui tutta la Chiesa universale si dedicasse alla preghiera per le missioni. Il Papa accolse favorevolmente la proposta istituendo la Giornata Missionaria Mondiale, e stabilendo che venisse celebrata ogni penultima domenica di ottobre, tradizionalmente riconosciuto come mese missionario per eccellenza. La prima Giornata Missionaria Mondiale venne celebrata nello stesso anno 1926. Per la nostra comunità diocesana è sempre stato motivo di orgoglio ricordare questo fatto… ed è veramente edificante riflettere su quale sia stato il movimento e la pastorale missionaria di quegli anni in cui i seminaristi guidati dai padri vincenziani nella Chiesa del Rosario, e non solo, animavano momenti di preghiera, dove l’attività missionaria della Chiesa sparsa in tutto il mondo veniva posta “ai piedi” del Santissimo Sacramento solennemente esposto sull’altare. I sacerdoti più anziani ci raccontano di quanto sia stata importante la conoscenza diretta di realtà geograficamente molto lontane che attraverso il racconto dei missionari o la ricerca personale facevano sì che ognuno potesse gioire della cattolicità della Chiesa e respirare dentro tanta universalità la propria chiamata da figlio amato, chiamato ad amare e servire il prossimo. Quelle che erano le grandi somme raccolte in tutte le chiese della nostra diocesi non erano fini a sé stesse, una semplice raccolta di soldi da spedire a Roma per la carità che il Santo Padre poi avrebbe condiviso con le giovani chiese ad esempio in Africa o America latina. Tanta carità raccolta durante le questue era il frutto di tanto parlare ed insegnare, frutto di un cammino annuale che mai si metteva in secondo piano e che tanto meno mai utilizzava spot sporadici sulla missione. Si era coscienti che in quanto unico popolo di Dio: preti, religiosi e laici, tutti si è chiamati a vivere quell’unica vocazione universale della Chiesa che è missionaria, e il singolo si sentiva parte attiva dentro questa missionarietà. Oggi, alla sua 99° edizione, in preparazione a quelli che saranno i festeggiamenti per il prossimo centenario, quale strada percorrere per non smarrirci e quale riflessione fare affinché tanta sapienza nella tradizione della nostra chiesa turritana possa ancor oggi educare e generare tanto bene?

Quanto condiviso in queste prime righe è quanto emerso in modo esplicito ma anche semplicemente pensato durante la giornata di venerdì 17 ottobre scorso. Nella mattinata la famiglia presbiterale turritana si è riunita in Seminario convocata dall’amministratore diocesano Mons. Antonio Tamponi per un momento di incontro, preghiera e riflessione. La prima parte della mattinata tra confratelli presbiteri è stata dedicata all’Adorazione Eucaristica con momenti di silenzio e riflessione, mentre nella seconda parte i sacerdoti della nostra diocesi hanno avuto la possibilità di riflettere sull’opera della Chiesa per il sostegno alle missioni ad gentes guidati dal direttore dell’Ufficio Nazionale per la cooperazione missionaria tra le Chiese della Cei don Giuseppe Pizzoli, sottolineando anche l’importanza dell’attuale cooperazione missionaria con la diocesi di Ihosy al sud del Madagascar.

Nella sera dello stesso venerdì 17 ottobre si è celebrata in Cattedrale la veglia missionaria animata dal Centro Missionario diocesano. Partendo professionalmente dal nostro Seminario arcivescovile gli Amici rappresentanti di varie nazionalità provenienti dall’Asia, così come dall’America latina e dall’Africa ci hanno aiutato con la loro presenza a comprendere la vocazione missionaria della Chiesa… missionaria di Speranza tra le genti… ognuno chiamato a tenere viva nel proprio contesto di vita la fiamma pasquale di Cristo nostra Speranza.

 
 
 

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