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  • Pietra d'Angolo

PREPARARSI ALLA MISSIONE “AD GENTES” OGGI

Aggiornamento: 22 apr 2020

A Verona un corso organizzato dalla CEI per preparare i Missionari partenti.


Dopo la tappa in Madagascar don Emanuele e don Francesco continuano il loro cammino di preparazione per la Missione. Con Quaranta persone fra sacerdoti, religiose e laici dal 9 settembre al 13 ottobre, presso la Fondazione CUM - organismo della CEI per la formazione dei missionari italiani - stanno realizzando un corso di preparazione per l’invio nei paesi del sud del mondo. Cinque settimane nelle quali un equipe composta da teologi, educatori e missionari di provata esperienza guida gli aspiranti missionari verso l’approccio di una nuova realtà. Non è uno studio sistematico e scientifico sulla missione, ma l’intento di dare la giusta dimensione al senso cristiano di missione, prima di tutto fornendo una serie di strumenti per abbattere i pre-concetti e i pre-giudizi che si pongono come un muro sulla strada verso l’altro, e in secondo luogo equipaggiare i missionari degli strumenti per una giusta inculturazione della fede, cioè essere capaci di riconoscere il cristianesimo attraverso gli occhi di altre culture. Durante il corso i partecipanti, oltre ad arricchire il proprio bagaglio culturale e religioso, hanno la possibilità di rivedere le motivazioni e la finalità della loro partenza.

In una società come la nostra, ripiegata in se stessa, vedere dei sacerdoti e dei religiosi, ma sopratutto tanti laici, non solo giovani, ma anche delle coppie di sposi e pensionati, che fanno un opzione estrema verso l’altro, accende la luce della speranza.

Ma basta il desiderio di andare in terre lontane, per essere considerati missionari? cosa differenzia le missioni umanitarie dalla missione cristiana?

come insegnano al Cum - realizzare un’esperienza missionaria, fare cooperazione, non significa semplicemente esportare un modello di “benessere sociale”, si va in missione per stare in ascolto. Il desiderio di intraprendere un viaggio oltremare deve essere animato dalla convinzione che, per essere Chiesa devo incontrare l’altro e che, dal reciproco incontro edifico la famiglia umana e mostro che il regno di Dio è presente in mezzo a noi.


di don Emanuele



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